Classici e saggi da riscoprire in tempi di Coronavirus

Da Tucidide a Saramago passando per la scienza e la letteratura per l’infanzia

“Era l’estate del 430 a.C. e iniziava il secondo anno della guerra quando la peste cominciò a manifestarsi per la prima volta tra gli Ateniesi (…) non si ricordava che ci fosse stata da nessuna parte una peste talmente estesa né una tale strage di uomini.

Né i medici erano di aiuto a causa della loro ignoranza, poiché curavano la malattia per la prima volta… né serviva nessun’altra arte umana”. Sono le parole con cui lo storico Tucidide descrive Atene devastata dalla peste nel II libro de “Le Storie” (traduzione di Guido Donini, Utet). Pagine straordinariamente attuali che fanno meditare in questi giorni di timori da Coronavirus. Se è vero che solo la conoscenza può vincere la paura, un aiuto in tal senso può arrivarci dai classici e dalla saggistica più attuale. Perché allora non riscoprire il “Decamerone” di Boccaccio, “I promessi sposi” del Manzoni, “La peste” di Camus, “L’amore ai tempi del colera” di Garcia Màrquez o “Cecità” di Saramago?

Per la saggistica, “1918: la grande epidemia. Quindici storie della febbre spagnola” (Utet) di Riccardo Chiaberge e “Spillover” di David Quammen, un viaggio tra il Congo e la Malesia con i cacciatori di virus alla scoperta di animali che potrebbero diffondere nuove pandemie. Per chiarirsi invece le idee sul perché noi italiani facciamo così fatica a utilizzare la ragione in questi momenti di incertezze c’è “Il paese della pseudoscienza. Perché i pregiudizi minacciano la nostra libertà” (Feltrinelli), illuminante saggio dell’esperto di storia della medicina e bioetica Gilberto Corbellini. Un testo che ripercorre le radici evolutive e cognitive di superstizioni e pseudoscienze e fornisce una lucida analisi di come la scienza, pur con tutti i suoi limiti, possa contribuire a costruire la libertà umana. Non possono mancare poi gli ultimi saggi di Vittorino Andreoli:Le nostre paure”, ripubblicato dal Corriere della Sera, “Homo stupidus stupidus – Agonia di una civiltà” (Rizzoli, 2018) e “Homo incertus. Il bisogno di sicurezza nella società della paura” (Rizzoli, 2020). Infine, per i più piccoli, due suggerimenti per aiutarli a comprendere con serenità e divertendosi: “Mostri ammalati” di Emmanuelle Houdart (Il Castoro, dai 6 anni) con la strega, l’orco, la diavolessa, il fantasma, lo scheletro e tutti gli altri alle prese con le stesse malattie tra le più e meno comuni che colpiscono grandi e piccoli. Il più didascalico “Mini. Il mondo invisibile dei microbi” (Editoriale Scienza) di Nicola Davies, premio Andersen 2016 come miglior libro di divulgazione per bambini, racconta l’infinitamente piccolo con parole poetiche e illustrazioni.


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