Da Fedez a Stefano de Martino perché la salute mentale non è più un tabù

Da Fedez a Stefano de Martino perché la salute mentale non è più un tabù

Fonte: oggi.it

22 luglio 2022 | Vittorino Andreoli

Sempre più artisti stanno abbattendo i pregiudizi sulla psicoterapia. Non solo la cantante Noemi, che a Oggi racconta: “Perché mai se mi rompo una gamba vado dall’ortopedico e se ho un problema nella testa devo vergognarmi di farmi aiutare ad aggiustarlo?”. Ma non è l’unica.

Per molto tempo, parlare di salute mentale è stato un tabù. Ora ci troviamo di fronte a due fenomeni: da una parte c’è chi si rivolge a psicologi, psicoteraeputi o psicanalisti, e ha molto meno timore di condividere la propria esperienza con i familiari, gli amici, o i propri fan se si tratta di personaggi pubblici.
Andare dallo psicologo è finalmente una scelta socialmente accettata e la paura di parlarne è diminuita, soprattutto perché le nevrosi (ansia, malinconia) e i comportamenti trattati sono curabili o migliorabili. Perfino la psicanalisi, grazie al volume del 1964 di Giuseppe Berto, Il male oscuro, è entrata addirittura nella letteratura.
Invece c’è ancora uno stigma sulle malattie psichiatriche gravi, per le quali non ci sono ancora cure, farmaci e luoghi di cura adeguati. Un paziente schizofrenico, o che delira, era ed è ancora un tabù. Quasi come se il malato di mente fosse un indemoniato. Per fortuna non abbiamo più bisogno dei manicomi, che sono esistiti fino al 1978, ma mancano dei posti dove questi pazienti possano rimanere per un tempo più lungo rispetto a 12-14 giorni offerti dalle divisioni psichiatriche. La paura di parlare anche di questo tipo di malattie mentali scomparirà del tutto quando la psichiatria sarà diventata una scienza evoluta, capace di curare.


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