Vittorino Andreoli: «Siamo guidati dai desideri»
Fonte: style.corriere.it
18 dicembre 2025 | Giovanni Ferrari
Ospite di Visioni e Visionari, lo psichiatra ha proposto un viaggio in quel prodigio che è il cervello umano, spiegando la grandezza della mente plastica
«QUANDO HO SENTITO PARLARE DI VISIONI E VISIONARI, ho subito pensato ai legami con il cervello» ha esordito il medico psichiatra e scrittore, Vittorino Andreoli. «Se c'è un visionario, allora vuol dire che c'è anche una mente con alcune capacità». Così, invece di ripercorrere le storie di celebri visionari, il professore ha proposto un viaggio in quel prodigio che è il cervello umano, specificando che è uno stumento che «permette di promuovere delle funzioni. L'insieme delle funzioni le chiamiamo mente o psiche».
«Fino a 30, 40 anni fa, quando ho cominciato a occuparmi del cervello, si pensava che fosse una macchina determinata, con alcune capacità per cui - una volta stimolata - rispondeva in un certo modo» ha spiegato. Poi, però, si è scoperto qualcosa di nuovo. È vero, infatti, che il nostro cervello ha una parte «determinata» («Se mettete una mano sul fuoco, vi costringe a ritirarla anche se non volete. Sono comportamenti che chiamiamo istintuali e che quindi sono dati: a uno stimolo corrisponde una certa risposta») ma c'è anche una parte che si chiama «plastica»: «Vuol dire che può mutare. E lo fa in funzione delle esperienze». Lo stupore in Andreoli è grande quando racconta di questa scoperta.
Andreoli: «La possibilità che il cervello sia plastico rende possibile il cambiamento»
«Io non so come si modifichino le società, perché mi occupo del singolo individuo o al massimo di piccoli gruppi, ma vi posso dire che è facile vedere le persone che cambiano». Ecco poi un riferimento alle innovazioni di oggi: «Sono sempre favorevole agli studi scientifici e alle nuove tecnologie, ma non possiamo affermare che il cervello digitale sia in grado di avere una delle caratteristiche che io considero tra le più straordinarie del nostro: la capacità di desiderare. Il desiderio è la capacità che ciascuno di noi ha di pensarsi domani diverso da come è oggi». Il cervello plastico lavora in due ambiti: il pensiero e le emozioni. «Dopo questa serie di scoperte possiamo affermare che non siamo più mossi dagli istinti, come sosteneva la teoria evoluzionistica di Charles Darwin: piuttosto siamo guidati dai desideri». E questo cambia tutto.
Ma quali sono le caratteristiche della mente umana?
Tra queste c'è, secondo lo psichiatra, quella di poter percepire i propri limiti. «La grandezza della mente plastica rende possibile la poesia, la creatività, l'immaginazione, il desiderare delle cose straordinarie, il pensare ad un mondo diverso, le utopie. Ebbene, questa grandezza si lega ad un'altra caratteristica umana che è la fragilità». Che secondo Andreoli non è sinonimo di debolezza, ma della «percezione che noi abbiamo del limite. Pensate che bello, proprio da questo limite si avverte l'attrazione verso l'altro, il bisogno dell'altro». È la nostra mente, insomma, che «ci rende umani». Il professore chiude con una riflessione sul titolo del talk: «I visionari sono quelli che vedono l'invisibile, che cercano in ciò che non si vede, in ciò che non ci sente. Ricordiamoci che tutti noi siamo dei piccoli visionari, all'interno della nostra piccola storia».