L'uomo di vetro

Fonte: ilmiolibro

5 marzo 2019 | Cristiano Mercurio

Non potrò mai dimenticare quando presi tra le mani il libro di Vittorino Andreoli ” L’uomo di vetro . La forza della fragilità” , ne rimasi incantato.
In un’epoca che ha fatto del decisionismo una virtù , sostenere che la fragilità è un valore umano potrebbe suonare come un’eresia.

Qualsiasi studioso del comportamento potrebbe spigarvi quanto sia indispensabile la paura per la sopravvivenza, ma ammetterebbe solo controvoglia che quella regola vale anche per noi. Eppure ogni giorno i piccoli passi e le grandi svolte della nostra vita ci insegnano che non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano ad affrontare le difficoltà .
L’autore seguendo le fasi della nostra crescita coniuga i mille volti della fragilità, rappresentandola non come una calamità per sventure ma come uno scudo che da queste ci difende , perché quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi è vicino . Andreoli dimostra che il fragile è l’uomo per eccellenza , perché considera gli altri suoi pari e non potenziali vittime , perché laddove la forza impone , respinge e reprime , la fragilità accoglie , incoraggia e comprende.
Un libro che consiglio vivamente a tutti, ho amato questo libro e mi ha aiutato in mille situazioni diverse; riscoprire che le nostre fragilità sono la nostra forza da cui possiamo attingere nei momenti bui è per me illuminante, siamo fatti di vetro per questo fragili , non siamo montagne ferme ed eterne, ogni volta che ci rompiamo perdiamo pezzi di noi e toccherà a noi raccogliere i nostri cocci dal pavimento per ricostruire ciò che siamo, umani.


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