Massacro di Cardito, lo psichiatra Andreoli: "Chi usa violenza contro bambino non è un folle ma un vile"

Massacro di Cardito, lo psichiatra Andreoli: "Chi usa violenza contro bambino non è un folle ma un vile"

Fonte: globalist.it

1 febbraio 2019

In un'intervista al Tg5, Vittorino Andreoli commenta la tragica vicenda di Cardito: "Da 60 anni vivo in mezzo ai matti, ma questo non fa parte del loro comportamento".

Intervistato dal Tg 5, Vittorino Andreoli commenta i fatti di Cardito: “Ci sono degli indicatori del livello di civiltà e dello stato della condizione umana: il primo è il rispetto per i vecchi, il secondo è l’amore per i bambini, per questo non è possibile usare violenza verso un bimbo ed è inutile chiedersi un perché. Non esiste nessuna causa che sia proporzionata a questo uso della violenza. Semmai è solo il segno di un’inciviltà e di essersi impoveriti di ogni aspetto umano”.
Giuseppe, 7 anni, ha perso la vita in seguito alle percosse subite dal patrigno Tony Essoubti Badre: una violenza scatenata per aver rotto l’asse di un letto, mentre giocava con la sorellina Noemi. L’uomo ha poi confessato tutto al gip.
Nulla, a parere dello psichiatra, può giustificare quel gesto del patrigno: “Un bambino non può essere mai un nemico. È stato studiato che in tutte le specie viventi esistono nei cuccioli degli aspetti somatici, soprattutto le espressioni del viso, che richiamano biologicamente la protezione e il rispetto. Per questo chi usa violenza contro un bambino è un orrore, è semplicemente un uomo vile o donna vile, che va contro quelle che son le persone più deboli”.
Il gesto di Tony, secondo il parere di Andreoli, non è imputabile a un raptus di follia. Attribuire a un disturbo psichiatrico la violenza su un bambino è un alibi fasullo: “Non si dica che è un folle o che si tratti di follia. Da 60 anni vivo in mezzo ai miei matti, ma questo comportamento non è parte della loro vita. Anche uno psichiatra di fronte a un calo di civiltà rimane stupito, però bisogna fare in modo che questi esempi portino non solo al giudizio di un tribunale, ma al giudizio di tutti. E che aiuti a rafforzare dentro di noi, dentro le nostre coscienze il rispetto per tutti bambini”.


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