Adolescenti eroi delle babygang: come evitarlo secondo un esperto

Fonte: universomamma.it

25 febbraio 2021 | Valeria Bellagamba

Gli adolescente rischiano di diventare eroi delle babygang: un esperto spiega perché e come questo non deve accadere.

Trascurati e ignorati, anche e soprattutto durante questa pandemia, gli adolescenti e le loro esigenze rischiano di emergere in negativo se non si dà loro un ruolo. Se non si riconoscono le loro necessità.

Relegati al ruolo di studenti, bambini cresciuti o consumatori, la società odierna è responsabile nei loro confronti di trascuratezza. I bisogni dei ragazzi e delle ragazze vengono lasciati sempre in secondo piano. Perfino il ruolo di ribelli o di “giovani” sembra essere stato scippato loro dalle generazioni più grandi, quelle degli eterni ragazzi.

Da più parti, tuttavia, si lancia un grido di allarme affinché gli adolescenti siano presi maggiormente in considerazione nella nostra società e non semplicemente per ridurli a stereotipi. Le loro esigenze sono vere esigenze, così come i loro sogni e le loro paure. Una società superficiale e priva di visione verso il futuro li mette in secondo piano.

Ragazzi e ragazze, invece, hanno bisogno di essere riconosciuti, di occupare un posto nella nostra società e diventarne i protagonisti. Troppo a lungo queste esigenze sono state trascurate e sono state ancora più compresse durante la pandemia, che ha sacrificato molto gli adolescenti.

Adolescenti: devono diventare protagonisti della società, altrimenti diventano “eroi delle babygang”

L’importanza di riconoscere un ruolo nella società agli adolescenti viene sottolineata da diversi esperti. Ora, viene ribadita con forza dallo psichiatra Vittorino Andreoli, che ha pubblicato da poco il suo ultimo libro sul tema: “Baby Gang. Il volto drammatico dell’adolescenza“, edito da Rizzoli.

In un’intervista all’HuffingtonPost, Andreoli afferma che nella società odierna non si chiede nulla agli adolescenti se non quello di andare a scuola. Non gli si riconosce alcun ruolo, perché “questa è una società di idioti che ritiene che gli adolescenti non possano fare niente di utile“.

Invece, i ragazzi e le ragazze anche quando sono ancora molto giovani hanno bisogno di sentirsi riconosciuti, importanti, utili alla società. Bisogna dare loro dei ruoli positivi, delle responsabilità. Altrimenti il rischio è che si cerchino questi ruoli da soli, seguendo dei modelli distruttivi. Da qui può nascere la dinamica delle baby gang.

Gli adolescenti sono tenuti lì in crescita – spiega Andreoli -. Perché un adolescente di 16-17 anni non può avere un ruolo, anche sociale? In famiglia gli si chieda una funzione, gli si dia un compito. Non basta “andare a scuola”. Stare sei ore sullo schermo dell’iPhone non è un’occupazione“.

Secondo lo psichiatra i ragazzi hanno bisogno di sentirsi utili, di avere delle responsabilità. diventando in questo modo dei protagonisti della società.

La scuola è importante ma non è tutto. Secondo lo psichiatra “bisogna creare luoghi in cui possano fare, costruire, lavorare, tirare fuori la loro creatività, inventare: questa è la storia dell’artigianato, dell’arte“. È fondamentale valorizzare le loro capacità e i loro talenti, dunque, che possono esistere anche al di fuori della scuola e che hanno bisogno di esprimersi in un ambiente diverso.

Andreoli ha citato l’esempio di Don Mazzi con nella sua comunità Exodus ha chiesto ai “drogati” di fare per curarli. Ha dato loro un ruolo.

Riguardo alla scuola, Andreoli afferma che in Italia sia ancora troppo gerarchica. “Non insegna a vivere e a formare un gruppo, ma crea le differenze“, dice nell’intervista. Un’affermazione che potrebbe fare scalpore e che potrebbe essere contestata da insegnanti ed educatori. Specialmente nella scuola di oggi che dà molte più libertà e autonomia ai ragazzi rispetto alla scuola di alcune decenni fa. Eppure, secondo lo psichiatra la società e i tempi sono cambiati. Anche gli adolescenti sono cambiati. “Non c’è mai stato un periodo come questo in cui l’adolescente non si piace e cerca di trovare compensi – spiega Andreoli -. C’è una sensibilità nell’adolescente di oggi che prima non c’era“. Per questo è importante una scuola che valorizzi il gruppo e che non sia giudicante. Inoltre la scuola “deve avere e dare la percezione del futuro“.

I ragazzi hanno bisogno di ritrovarsi in un gruppo di pari di età in cui hanno un ruolo positivo, che viene loro riconosciuto dalla società, valorizzato e premiato. Altrimenti, il rischio è che il gruppo di adolescenti, animati da frustrazioni, senso di trascuratezza e insicurezze, degeneri in atti violenti e distruttivi. Si trasformi in “baby gang” appunto.

Tutti i giovani sono attratti dal gruppo – spiega Andreoli -, ma quello dei pari età è variabile e ampio; nella baby gang c’è il leader e l’eroismo della distruttività“. La distruttività ha un grande fascino tra i giovani perché è vista come un’impresa grandiosa, di affermazione di sé stessi. Per questo motivo è importante dare agli adolescenti un ruolo, una responsabilità, affinché non lo cerchino in imprese negative pur di avere uno spazio da protagonisti nella società.

O gli adolescenti sono piccoli protagonisti nella società o diventeranno eroi nelle baby gang“, è conclusione dello psichiatra Andreoli.


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