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Vittorino Andreoli

È l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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7 pillole di riflessione in poco più di 10 minuti

 



La "diversabilità" e l'Esercito Italiano

fonte: Esercito italiano

4 dicembre 2019

In concomitanza con la ricorrenza di Santa Barbara, patrona dell'Arma di Artiglieria, del Genio, della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco, nei giorni scorsi, il Comando Forze Operative Nord dell’Esercito ha aperto le porte della caserma “Salomone” di Padova per la consueta cerimonia di Alzabandiera Solenne.

Alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della città di Padova, fra cui il Prefetto, Renato Franceschelli, il Sindaco, Sergio Giordani, il vice presidente della Provincia di Padova, Vincenzo Gottardo, la cerimonia dedicata al tema della “diversabilità” ha visto la partecipazione del Caporal Maggiore Capo, Ruolo d’Onore, Monica Graziana Contrafatto, prima donna soldato dell’Esercito Italiano ad essere decorata di Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito. L’onorificenza le è stata conferita per il comportamento tenuto nel 2012 durante un attacco contro una base italiana in Afghanistan al seguito del quale ha perso una arto inferiore.

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Dalla civiltà del diritto alla civiltà dell’odio: le “sardine” si ribellano

Fonte: www.articolo21.org

27 novembre 2019 | Roberto Rinaldi

Sardine BolognaLa civiltà del diritto sembra trasformarsi sempre più in “civiltà” dell’odio il cui virgolettato diventa necessario per evidenziare la distanza da quella dell’incitamento all’odio, alimentato e diffuso tramite i social network che garantisce il diritto all’anonimato. L’enciclopedia Treccani definisce civiltà «la vita materiale, sociale e spirituale di un popolo. Il concetto di civiltà è estremamente complesso e sfaccettato, ed è usato in una molteplicità di accezioni. In un’accezione più ampia, che rifiuta una distinzione tra società ‘arretrate’ ed ‘evolute’, il concetto di civiltà abbraccia tutte le manifestazioni di vita di un popolo o di un insieme di popoli in un particolare periodo della loro evoluzione o nell’arco complessivo della loro esistenza». L’Italia appare sempre più vittima e allo spesso tempo carnefice di se stessa e l’ incitamento all’odio si diffonde come un virus inarrestabile e resistente tanto da far dire allo psichiatra Vittorino Andreoli:«la violenza diventa un linguaggio per compensare le frustrazioni, perché bisogna tenere conto che, se in questa società conta il potere, il potere di avere le cose, ebbene c’è anche un potere nel distruggerle e in questo modo si riesce a dominarle». Il ragionamento di Andreoli è lineare: dalla frustrazione si passa alla rabbia per sfociare infine alla violenza. Preoccupante se agita in termini di azioni fisiche ma altrettanto grave se alimentata tramite il linguaggio spesso aberrante esercitato sulla rete con l’intento di esprimere e diffondere sentimenti di odio ed intolleranza. Infondere nel pensiero comune un pregiudizio intriso di sentimenti di paura verso gli altri (che siano stranieri, emigrati, per colore della pelle, per identità di genere non fa differenza).

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Omaggio a Carlo Zinelli, tra arte e follia

La Collection de l'Art Brut di Losanna - Fino al 2 febbraio 2020

Fonte: giornalesentire.it

Carlo Zinelli (Losanna - Corona Perer) - La Collection de l'Art Brut, è un museo unico nel suo genere: tele, sculture, disegni di autodidatti, nei materiali più disparati, nati nel disagio di carceri ed ospedali psichiatrici o semplicemente ai margini del mondo e nella solitudine donata alla città di Losanna dal francese Jean Dubuffet.

La collezione è celebre ormai in tutto il mondo. La catalogazione aggiornata delle sue opere porta a 60.000 il numero dei pezzi, dieci volte di più delle 5300 opere iniziali donate da Dubuffet che spese una vita a cercare artisti nei manicomi, o a farsi dare notizie dagli psichiatri della vita e dell'opera di certi pazienti che improvvisamente iniziavano pratiche artistiche.

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Giornata dell’infanzia. Vittorino Andreoli: “La vera nutrizione per il bambino è l’essere voluto bene”

Fonte: Sir Agenzia d'Informazione

20 novembre 2019 | Gigliola Alfaro

 

30° Convenzione Onu

mani mamma papa neonatoSono passati 30 anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ed è inevitabile chiedersi se i bambini oggi vivono meglio. La risposta, però, non è così scontata, come ci spiega lo psichiatra: la nostra società mette al primo posto il dio denaro e le esigenze degli adulti vengono prima dei bisogni dei più piccoli. È necessario, perciò, ripartire dall'umanesimo e dare la possibilità a una donna di vivere la bellezza della maternità in modo pieno. Perché il diritto del bambino si lega strettamente a quello di essere madre della donna che l'ha generato

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Alla ricerca della felicità

Dalle ultime scoperte scientifiche trucchi e consigli per imparare a coltivare il buonumore.

25 novembre 2010 | Elisabetta Intini
Fonte:
focus.it

Img 1È lunedì mattina, fuori diluvia, avete appena perso l'autobus e in ufficio vi aspetta una seccatura che vi terrà incollati alla scrivania per le prossime 10 ore. Ma se pensate ci sia ben poco da stare allegri vi sbagliate di grosso. Adottare un atteggiamento positivo nonostante tutto vi porterebbe alcuni notevoli vantaggi, come per esempio, una maggiore facilità nel risolvere i problemi e trovare nuove, geniali soluzioni.

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Jean Dubuffet

Fonte: biennalemonsummano.it

jean dubuffet"La vera arte è dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome. L'arte è soprattutto visione e la visione, molte volte, non ha nulla in comune con l'intelligenza né con la logica delle idee."

Figlio di un mercante di vini, Jean Dubuffet nasce il 31 luglio 1901 a Le Havre, in Normandia. All’età di 18 anni si trasferisce a Parigi per studiare all’Académie Julian, che lascia dopo sei mesi per portare avanti da solo la sua attività pittorica.

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