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Vittorino Andreoli


È l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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RAI 1 - PORTA a PORTA

RAI 1 - Porta a porta - 19 settembre 2018

Vittorino Andreoli su Padre Pio e Gesù di Nazareth
Servizio di Ester Vanni e Giulio Mainenti

Vittorino Andreoli: "Padre Pio e Gesù di Nazareth sono stati considerati dagli Psichiatri dei malati, di Gesù di Nazareth hanno parlato di paranoia religiosa, un isterico, lo hanno definito un bluff", "In Padre Pio c'è un dolore drammatico, si sentiva tra essere parte di Dio ed essere preda del demonio, si interpretatelo ma è un uomo, il dolore lo caratterizza come uomo, per la sua fragilità era un grande uomo" -

 

RAI 3 - QUANTE STORIE

RAI 3 - Quante storie - 19 settembre 2018

L'uomo oggi: da sapiens a stupidus?
Conduttore Corrado Augias

Progresso tecnologico equivale a regresso umano? In un dialogo con Corrado Augias lo psichiatra Vittorino Andreoli, ospite di Quante Storie, racconta le conseguenze dell'impatto digitale sulla nostra specie. Tra autodistruttività, perdita dei valori e smodatezza, l'uomo occidentale rischia di disperdere i benefici conquistati dalla parte più evoluta del suo cervello e di regredire dalla condizione di sapiens a quella di stupidus.

 

Fate ancora di più

TG5 - 13 settembre 2018

 

Homo Stupidus Stupidus

Homo stupidus stupidus

L'agonia di una civiltà

È possibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando smarrisce i benefici garantiti dalla parte più evoluta del suo cervello? Quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, vere e proprie protesi, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? Quando la nostra mente perde progressivamente la razionalità e l’affettività, e intanto muore l’etica, muoiono gli dèi, che vengono sostituiti dal denaro e dal successo?Vittorino Andreoli sa che l’uomo si può “rompere”, come psichiatra ha seguito e curato molti pazienti aiutandoli a sollevarsi dalle loro cadute. Ecco perché non ha perso la fede nell’uomo e nelle sue possibilità. In queste sue nuove pagine vuole lanciare un allarme e spingerci a riflettere sulla regressione del nostro tempo, che rischia di cancellare le conquiste che hanno segnato la storia dell’Occidente. Convinto che la morte di una civiltà possa essere osservata e testimoniata, e che se ne possano indicare i segni premonitori, mette a fuoco tre comportamenti talmente diffusi da essere diventati regole: la distruttività, la caduta dei princìpi primi che sono alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura. Intorno a questi tre grandi temi, svolge la sua analisi arrivando alla conclusione che l’uomo vada ormai escluso dall’ambito della sapienza. Il tratto che oggi lo definisce meglio è l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo.Un margine per invertire la rotta ancora c’è, per farlo occorre però riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.

„Vittorino Andreoli, Homo Stupidus Stupidus. L'agonia di una civiltà, pp. 264, Rizzoli 2018“

TG5 - 8 settembre 2018

 

Vittorino Andreoli "Non scorderò mai lo sguardo di Pietro Maso"

Lo psichiatra: «I matti? Geniali». I capelli: «Sono da sempre spettinato, papà mi sgridava. Ho conosciuto mia moglie all’università, mi colpì il suo aspetto materno»


Fonte Corriere della Sera

6 Agosto 2018
di ROBERTA SCORRANESE

Articolo prima parte - Corriere della SeraProfessor Andreoli, perché voleva più bene al papà che alla mamma?
«È stato lui il mio punto di riferimento. So che è ingiusto nei confronti di mamma, ma nella mia casa di campagna, al muro, c’è un solo ritratto, quello di papà. Si affacci, guardi quei ponti: è stato lui, dopo la guerra, a dirigerne la ricostruzione».

Finestra trilobata, prezioso Quattrocento veneziano: se ci si affaccia da questo palazzo nel cuore di Verona si scorge almeno il Ponte delle navi, che Luigi, il padre di Vittorino Andreoli, un costruttore edile, fece rimettere in piedi — come altre zone della città devastata dalle bombe. E non fu facile per il giovane Vittorino, un giorno, andare da lui e dirgli: «Mi dispiace ma io non prenderò il tuo posto nell’azienda, non farò case: voglio curare i malati di mente».

 

Come reagì?
«In quel momento seppe che la sua impresa sarebbe morta con lui, quindi fu un colpo. Però mi comprese e mi sostenne sempre».

Settantotto anni, una vita dedicata alla psichiatria e allo studio del cervello altrui. Oggi si sente più sereno o più preoccupato?
«Molto preoccupato. Ci sono segni evidenti di un declino della nostra civiltà e io non so immaginarmi in una civiltà diversa».

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Internet ci ucciderà

«SARÀ UNA MORTE SOCIALE, PSICOLOGICA, PERDEREMO LA NOSTRA IDENTITÀ E DIVENTEREMO SPETTRI», SPIEGA LO STUDIOSO. IL FUTURO È SENZA SPERANZA


Fonte GENTE

14 Apr 2018
di FRANCESCO GIRONI

Internet ci uccideràTUTTI ALL’AMO DEL WEB Vittorino Andreoli, 78 anni il 19 aprile, parla, nel suo ultimo libro, di una fuga per riappropriarsi dei propri spazi: «Una metafora della vita nella Rete che ci “cattura” con l’amo di mondi irreali», come riassume la foto sopra.

Quando si parla con uno psichiatra si è pronti ad ascoltare commenti forti e spiazzanti. Ma se lo psichiatra in questione è Vittorino Andreoli, non un qualsiasi studioso della mente ma l’uomo che è entrato nel cervello dei peggiori criminali, dagli stragisti di piazza delle Loggia a Brescia fino a Pietro Maso e Donato Bilancia, e che ha lavorato nelle università più prestigiose, Cambridge e Harvard, bisogna essere addirittura pronti ad appuntare sul taccuino frasi del tipo “saremo tutti psicologicamente morti”, “siamo degli spettri”, “imbroglio dell’esistenza”. Che andrebbero scritte con lettere maiuscole perché, quando le pronuncia, il professor Andreoli si infervora, sbotta, tuona. E poi, nello snocciolare le sue argomentazioni, sorride: «Il tono dipende solo dalla passione che metto». Si era iniziato con il parlare del suo ultimo libro, Il silenzio delle pietre (Rizzoli, 19 euro), un romanzo. «Il protagonista vive in una metropoli, in una casa patrizia circondato da persone che cercano di guadagnarsi uno spazio, finendo per appropriarsi del suo spazio. Lui è sempre più solo e il risultato è una vita frustrata, con relazioni difficili e una grande sensazione di insicurezza: temi centrali nella nostra società», racconta Andreoli.

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