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Vittorino Andreoli


E' l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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Intervista su "I Principi della nuova psichiatria"

Fonte: Letture.org

 

Professor Andreoli, Lei è autore del libro I principi della nuova psichiatria edito da Rizzoli: oggi è possibile curare la mente?
Nel 1959 quando per la prima volta sono entrato in un manicomio, la psichiatria aveva soltanto il compito di custodire la follia. Il folle era allora definito come “colui che è pericoloso a sé o agli altri oppure è di pubblico scandalo”. Dunque folle era sinonimo di pericoloso. Cesare Lombroso definiva il folle un de-generato: uno che non era evoluto alla condizione umana, ma si era fermato prima nel percorso evolutivo. In sostanza era un quasi-uomo e la sua situazione fisica (in particolare cerebrale) era fissata stabilmente e quindi non poteva che essere folle per sempre. Il manicomio era una cittadella dei quasi-uomini e vi dovevano stare o comunque essere controllati) a vita.
Come vede non si afferma nemmeno il principio della cura, ma della contenzione. Questi sono i principi della Legge del 1904 che prevede nel Regno d’Italia i manicomi.
Nei decenni successivi è entrato il criterio della terapia, ma mancavano le conoscenze base del cervello che rimane l’organo di riferimento della follia e quindi in maniera molto empirica si sono introdotte delle terapie come nel 1938 l’elettroshock e tra il 1953 e il 1961 gli psicofarmaci: 1953, la clorpromazina, un tranquillante maggiore, 1957, l’imipramina, un antidepressivo, 1961, le benzodiazepine, i cosiddetti anti-ansia. Questi strumenti agivano non sulle malattie ma su alcuni sintomi: sedare, aumentare il tomo dell’umore, contenere l’angoscia, ma non era nemmeno possibile indicare precisamente le cause delle malattie.
Questa premessa è necessaria per mostrare, per differenza, la condizione di oggi in cui possiamo affermare che tutte le malattie della mente sono curabili, anche se la ricerca di strumenti più adeguati e specifici è in corso, ma non è più affidata al caso bensì alla ricerca scientifica. Possiamo dire di essere veramente entrati dentro la psichiatria scientifica.. Siamo passati da una psichiatria empirica ad una scientifica, grazie a grandi scoperte che permettono di usare questo termine. E certamente non si può più parlare del folle come di un quasi uomo, ma di un uomo vero nel senso che la follia è una manifestazione umana, e talora straordinariamente umana.

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I principi della nuova psichiatria

I Principi della nuova psichiatria

Oggi è possibile curare la mente

È finito il tempo del male oscuro. Un grande psichiatra e la sua sfida per affermare che è sempre possibile prenderci cura della nostra mente

“La mia vita di psichiatra si è svolta in un periodo storico fatto di tante psichiatrie (persino di una definita democratica), segno che non esisteva la psichiatria. In questo clima, non potevo che costruire la mia psichiatria.” Sono passati cinquantotto anni da quando il professor Vittorino Andreoli è entrato nell’ambiente psichiatrico. Un periodo di intensa e appassionata professione, con modificazioni profonde sulla concezione delle malattie della mente: nascita di nuovi disturbi, scoperte scientifiche sul cervello e in particolare sulla sua parte plastica che si lega in maniera specifica alla psichiatria.È diventato chiaro che la normalità non può essere considerata la misura per la follia, poiché sovente una condizione si interseca con l’altra, in funzione degli ambienti e delle condizioni sociali.È anche per questo che serve “uno psichiatra frammentato” ca-pace di avvalersi di altre competenze, seguendo la metafora dell’orchestra. Uno psichiatra che deve entrare in relazione e con-parteci-pare i vissuti del paziente per impedire che un disturbo mentale si trasformi in una tragedia. Soltanto da una così lunga esperienza in Italia e nei Centri internazionali potevano emergere i nuovi princìpi per curare i dolori della mente.

„Vittorino Andreoli, I principi della nuova psichiatria. Oggi è possibile curare la mente, pp. 182, Rizzoli 2017“

Intervista: "I disturbi della mente sono tutti curabili"

Fonte:  SETTE Corriere della sera - 17 Agosto 2017
intervista di Anna Maria Speroni
foto di Roberto CaccuriSette

 

QUESTO NON LO SCRIVA
INTERVISTA CLASSICA

O quasi. Perché le terapie brevi funzionano e le ultime scoperte della scienza sono meravigliose, ma i farmaci sono ancora grossolani e il rapporto medico-paziente frettoloso. Uno psichiatra con mezzo secolo di esperienza spiega, rassicura e, già che c’è, si arrabbia con l'Italia "narcisa e masochista"


PENSARE STANCA Ancora Vittorino Andreoli nel suo studio. Lo psichiatra ha lavorato in università inglesi e americane


PROFESSORE, LA PSICHIATRIA oggi è… « Bellissima. Tutti i disturbi della mente sono curabili».

È ottimista.
«Non sono ottimista. Lo dicono i dati». Lo studio di Vittorino Andreoli è una grande sala semivuota in un palazzo del Cinquecento a Verona. Travi a vista, affreschi alle pareti. Lo psichiatra dei casi più neri della cronaca italiana, da Pietro Maso a Ferdinando Carretta, ha appena finito di scrivere I principi della nuova psichiatria (Rizzoli, in libreria dal 31 agosto): un libro snello, « un compendio dopo quasi 60 anni di lavoro in cui tutto è cambiato. Di fronte alla malattia ora sappiamo come dovremmo intervenire: il problema è che mancano i mezzi. È come se un chirurgo avesse ancora un coltello al posto del bisturi. Però ci sono state scoperte fondamentali».

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Archivio Video RAI

In questa pagina sono riportati i link ad alcune trasmissioni della RAI a cui sono stato invitato. Per motivi di copyright i video sono esclusivamente nel sito della RAI che si raggiunge cliccando su ciascuno.

Buongiorno Elisir 18 4 2013

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Le forme della bellezza

Le forme della bellezza

VIAGGIO NELL'ARTE DEL BENDESSERE

La bellezza non è soltanto un concetto astratto. Appartiene a ciascuno di noi e si esprime ogni giorno nel modo in cui adorniamo il nostro corpo ma anche nei comportamenti che mettiamo in atto nella vita di relazione, nei gesti, nelle parole. Vittorino Andreoli ci accompagna in un percorso di definizione della bellezza che va oltre i criteri dominanti, arrivando a comprendere persino il brutto. Una fantastica galleria di pensieri in dialogo con una selezione di opere, attraverso cui il grande psichiatra narra l’esperienza del bello in tutte le sue manifestazioni: il creato, la ragione, il sacro, i sentimenti, i pensieri e gli atteggiamenti come la discrezione, l’eleganza, il mistero.
Dallo sguardo al sorriso, dalle mani al «territorio dell’eros», questo viaggio alla scoperta della bellezza che è in noi svela le mille sfumature di una realtà in continuo divenire, dai primi «moti creativi» delle pitture rupestri allo sguardo enigmatico della Gioconda, fino alla vibrante sensualità delle Madonne che allattano. Se oggi domina una bellezza «di superficie», effimera, incapace di appagare i bisogni profondi dell’uomo, la proposta per superare questa impasse è di legare il bello al bendessere, la nuova disciplina di cui Andreoli è ideatore e fautore, che si propone di migliorare l’esistenza dell’uomo, l’«essere-bene»
.

„Vittorino Andreoli, Le forme della bellezza. Viaggio nell'arte del bendessere, pp. 324, Marsilio 2017“

RAI TECHE

Rai TecheSono riportate qui alcune interviste RAI. E' stato concesso di riprodurle, ma per esigenze di copyright ESCLUSIVAMENTE su questo sito. Molte altre interviste sono disponibile sul sito della RAI. Di alcune di queste riportiamo il link.

 

2009 - "Parla con me"
Serena Dandini e Dario Vergassola intervistano Vittorino Andreoli


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