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Vittorino Andreoli

È l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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7 pillole di riflessione in poco più di 10 minuti

 



Invecchiamento attivo

Brescia - 17 aprile 2019

 

I pomeriggi della medicina.

Le parole della vita. Auditorium Santa Barbara di Brescia.

Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Brescia

 



ANDREOLI RIVISITA FREUD

L'INTERVISTA. Il celebre psichiatra veronese dedica un saggio al padre della psicanalisi

Sette lezioni sullo scienziato scomparso 80 anni fa. «Non sono freudiano -spiega l'autore- ma lui ha rivoluzionato il rapporto tra medico e paziente»

Alessandra Galetto

Sigmund FreudUn viaggio nella testa di Freud. Per conoscere e comprendere, prima ancora del medico, l'uomo, con le sue contraddizioni, intuizioni, paure, idiosincrasie, proprio quelle stesse che gli hanno consentito di «inventare» la psicanalisi partendo da un principio di fondo: il dialogo con l'altro, la parola come terapia, l'empatia spinta fino al transfert
È un'operazione insieme estremamente suggestiva e criticamente accurata, e, oggi, a 80 anni dalla scomparsa del padre della psicanalisi, tanto più necessaria, quella che lo psichiatra veronese Vittorino Andreoli affronta nel suo «Freud. Sette lezioni sulla psicoanalisi» (Marsilio, pp. 128, euro 15) in libreria da un paio di giorni.

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“Sono vecchio”. L’elogio della vecchiaia di Vittorino Andreoli

Fonte: L'Eurispes.it

di MASSIMILIANO CANNATA
3 Maggio 2019


Il rumore delle parole (ed. Rizzoli) come tutti gli scritti di Vittorino Andreoli, psichiatra, scrittore e poeta, è un lavoro impegnativo, che scava nel profondo l’animo umano.

L’io narrante si focalizza sull’analisi di quattro termini-chiave: democrazia, assurdità, bellezza, vecchiaia, «una tetrade per me magica» come viene spiegato al lettore nella premessa.
Difficile evitare a tutta prima l’accostamento con il celebre saggio di Michel Foucault: Le parole e le cose. Il problema centrale che animava la ricerca del pensatore francese era riconducibile alla rifondazione delle condizioni di verità del discorso scientifico, in un contesto come quello della contemporaneità che aveva scompaginato in maniera definitiva le categorie tradizionali della conoscenza. In questo caso, le questioni in ballo sono altre, ma saremmo comunque fuori strada se pensassimo di avere tra le mani un testo di linguistica in senso stretto. Storia, sociologia, politica, antropologia: sono molteplici gli ingredienti disseminati nel racconto del protagonista, che parla da una stanza vuota, connesso alla Rete. «La virtualità può essere anche un modo per superare la solitudine». Per chi non ha la fortuna di camminare nel mondo in compagnia, la semplice presenza on line di un interlocutore è comunque una provvidenza da benedire. Questa strana figura di docente potrebbe richiamare alla memoria il protagonista della novella di Pirandello: L’eresia catara.

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Ai giovani che vivono una crisi esistenziale: dovete aver fiducia nella cura

TG5 ore 20 - 5 giugno 2019

Ai giovani che vivono una crisi esistenziale: dovete aver fiducia nella cura.

Non usate i social network per fare le vostre confessioni, non servono a curare.
Ognuno di noi si sente in colpa, come se facessimo parte di un mondo che è incapace di aiutare un adolescente...



L'uomo col cervello in tasca

Luomo col cervello in tascaCome la rivoluzione digitale sta cambando i nostri comportamenti.

L’evoluzione tecnologica sta portando un grande progresso in molti campi della vita dell’uomo ma anche un impatto pericoloso sul suo comportamento.

Gli smartphone su cui passiamo la maggior parte del nostro tempo sono oggi vere e proprie protesi di corpo e mente e stanno conducendo a una divisione tra due cervelli: il nostro e quello che «portiamo in tasca».

Una relazione pericolosa, secondo Vittorino Andreoli, che in queste pagine ricostruisce origini e funzioni dell’organo naturale mettendolo a confronto con quello artificiale, che ne è figlio, per comprendere i rischi psicologici e sociali che la rivoluzione digitale, dal computer ai tablet, dall’invenzione del web all’avanzata della robotica, ha innescato per giovani e adulti, in famiglia, nei legami e sul lavoro.

La nostra identità rischia uno sdoppiamento? L’intelligenza artificiale da appendice diventerà parte integrante del nostro corpo prendendo alla fine il sopravvento? Sono solo alcune delle domande cui questo saggio cerca di dare una risposta con un’analisi affascinante sulle nostre origini e il futuro prossimo che ci aspetta.

„Vittorino Andreoli, L'uomo col cervello in tasca. Come la rivoluzione digitale sta cambiando i nostri comportamenti, pp. 336, Solferino 2019“

La forza della Fragilità: il tema di attualità scelto dal Miur per la Maturità 2019

“L’uomo di vetro. La forza della fragilità” Vittorino Andreoli.

By Chiara Paone
31 Maggio 2019

Fonte: Periodico Daily

L'uomo di vetroSiamo quasi alle porte degli Esami di Stato 2019 e, già da qualche mese, il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha svelato le tracce della prima prova. Fra queste la traccia di attualità sulla fragilità e sulla debolezza, temi non solo sempre attuali, appunto, ma soprattutto fondamentali. La fragilità, infatti, appartiene ai giovani più di ogni altra cosa, ancor di più a tutti quei ragazzi che presto inizieranno ad affacciarsi sul proprio futuro.

Viviamo purtroppo in una società che costantemente inganna, facendoci credere che si debba vivere per “accontentare gli altri”. Non vi è un vero contatto con il mondo, la maggior parte dei ragazzi vivono la vita dietro uno schermo, fingendo di essere diversi da quello che sono realmente.

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