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Vittorino Andreoli


E' l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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Pensieri spettinati e felicità inattese. Il diario di uno psichiatra inquieto

In libreria «La gioia di pensare» di Vittorino Andreoli (Rizzoli), un diario intimo per diagnosticare la crisi degli ideali, scalzati da egoismo, indifferenza e cattiveria.

di GIANGIACOMO SCHIAVI

Fonte: corriere.it

Corriere17 marzo 2017Pensieri indignati, pensieri arrabbiati, pensieri spettinati, pensieri tristi cresciuti come cespugli nel giardino di una mente inquieta che scruta da anni l’animo umano, pensieri che urlano davanti a un mondo smarrito, dove chi sa un poco di tutto si sente un dio sulla terra e chi sa tutto di poco sta zitto e pensa. Ma anche pensieri teneri, fragili come illusioni, sogni a occhi aperti da contrapporre alle menzogne che inquinano la vita, alla ricerca di quella medicina dell’esistenza che si chiama speranza. È un’acrobazia di pensieri il nuovo libro di Vittorino Andreoli, palombaro della psiche e dell’anima con la sindrome della macchina da scrivere, che si esercita in un diario intimo, personale, non letterario, non proustiano, per diagnosticare la crisi degli ideali, scalzati da egoismo, indifferenza e cattiveria.

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La gioia di pensare

La gioia di pensare

ELOGIO DI UN'ARTE DIMENTICATA

Viviamo in un tempo che ci distrae, in un empirismo che ci allontana con forza dalle occupazioni che sanno dare un senso alla nostra esistenza. Eppure questa depri-vazione costante delle fonti essenziali di gioia può essere riconquistata ripristinando alcune semplici abitudini. La principale è senz’altro la feconda arte del pensare. Un esercizio a cui dedichiamo sempre meno energie e che proprio per questo impoverisce anche il nostro vissuto emotivo. Basterebbe poco per cambiare, per esempio tornando a usare quell’agenda che si è fatta virtuale, trascrivendo i nostri pensieri e trasformandoli in guida per il futuro. Dopo averci insegnato a ritrovare “la gioia di vivere”, Vittorino Andreoli compie un ulteriore passo avanti con questo libro in cui coinvolge i lettori in un appassionante gioco di pensieri che attivano pensieri. A molti potrà sembrare strano che un semplice tac-cuino in cui si dispiegano i giorni dell’anno possa servire a compiere una rivoluzione così profonda. “Ciascuno di noi vorrebbe vivere meglio, almeno un po’ meglio, sognando il meglio possibile, e per questo c’è bisogno di programmare, di immaginare che cosa scrivere giorno dopo giorno in un’agenda dell’anno che è appena cominciato.” Perché annotare i propri pensieri permette di ricollocarci a contatto con il nucleo interiore più profondo, anche quando sono pensieri indignati dalle notizie di cronaca.Pensare serve a capire meglio chi siamo, dove andiamo e dove trovano posto i nostri desideri più intimi. È per questo che l’arte di pensare deve essere coltivata come un giardiniere fa con i suoi fiori più delicati, per non dimenticare un talento così poco produttivo nell’immediato ma fondamentale per afferrare il futuro che sogniamo per noi.

„Vittorino Andreoli, La gioia di pensare. Elogio di un'arte dimenticata, pp. 434, Rizzoli 2017“

RAI TECHE

Rai TecheSono riportate qui alcune interviste RAI. E' stato concesso di riprodurle, ma per esigenze di copyright ESCLUSIVAMENTE su questo sito. Molte altre interviste sono disponibile sul sito della RAI. Di alcune di queste riportiamo il link.

 

2009 - "Parla con me"
Serena Dandini e Dario Vergassola intervistano Vittorino Andreoli


Per vedere altri video

Libri edizione 2016

  • Tredici Gesù

    Tredici Gesù

    Vittorino Andreoli torna su una delle figure che più lo ha affascinato, influenzando il suo lavoro di studioso e di scrittore: Gesù. Un personaggio che fa tremare le vene ai polsi, sostiene lo psichiatra, non solo perché ci interroga da più di duemila anni, ma perché ancora nella modernità non ha smesso di sollecitare la mente di grandi studiosi e letterati.

    Ecco allora questo viaggio alla scoperta di quelle “Vite di Gesù” che sono state considerate capolavori della letteratura storica e religiosa di “grandi” autori del Novecento: da Giovanni Papini a Ida Magli, da Albert Schweitzer a Mohandas Gandhi, da Jean Guitton a Jacques Maritain, solo per citarne alcuni.

    Con una piccola eccezione alla rigidità cronologica, si parte dalla “Vita” scritta da Hegel all’inizio dell’Ottocento per arrivare a quella di Ratzinger degli inizi del nostro secolo. C’è poi una conclusione, inaspettata, sul “Gesù di carne” di papa Francesco.

    L’intento non è certo quello di comporre una sintesi di ciascuna opera, quanto di rilevare i tratti salienti di ogni raffigurazione letteraria, per ricomporli in un unico grande ritratto di Gesù, che si staglia sorprendentemente nitido per contemporaneità e originalità.

    Pagina dopo pagina, Andreoli ci regala un affascinante “Gesù di oggi”, ricostruendo una vicenda che si crede, non sempre a ragione, di conoscere. E sintetizza con grande perspicacia decenni di discussioni, storiche e teologiche, che ancora animano i dibattiti degli inizi del nuovo millennio, lasciando aperte domande, ma fornendo insieme nuovi e inattesi punti fermi da cui, ancora una volta, ripartire.
     

    „Vittorino Andreoli, Tredici Gesù, pp. 252, Piemme editore 2016“

  • La gioia di vivere

    La gioia di vivere

    A piccoli passi verso la saggezza

    Molti di fronte allo scorrere del tempo reagiscono, anche nelle difficoltà, traendone sensazioni positive, individuandone gli aspetti vantaggiosi. Esprimono così la “gioia di vivere”, un modo di vedere l’esistenza che si inserisce nel flusso della Natura, accettando ciò che il presente dona, senza decorarlo troppo con i propri desideri. Ma la maggior parte di noi è affetta dalla “fatica di vivere”. Siamo sempre in azione e mai soddisfatti, destinati a rincorrere un futuro che non c’è e forse non ci sarà mai, spinti nella lotta per il potere dalle nostre ambizioni, dalla paura dell’insuccesso o perfino della morte. Due stili di vita opposti, che non appartengono all’ambito patologico, ma che sono la chiave per dare a una stessa esistenza un significato contrapposto: vivere bene, o al contrario vivere male. In questo libro, che forse è la sua opera più intima, Vittorino Andreoli, “portatore della visione tragica dell’esistenza”, ci accompagna alla ricerca del segreto della gioia di vivere. E, attraverso la riflessione sui classici, la filosofia, la religione, l’osservazione delle storture della società e naturalmente con la conoscenza dell’uomo, delinea un percorso per recuperare la vera essenza del nostro essere umani. Si scopre così che nel mondo dominato dalle strategie per essere vincenti, dal fascino dell’esclusività, dalla bellezza, dalla fatica di vivere dell’individuo, il “magico potere” della gioia non è altro che la capacità, che tutti abbiamo dentro, di passare dalla dimensione dell’“io” a quella del “noi”, di vivere in relazione con gli altri contando sui legami affettivi, guardando in faccia il presente, senza le costruzioni di desideri difficili o impossibili che spostano sempre la gioia al futuro, senza i rimpianti che respingono nel passato. E si scopre soprattutto che questo potere può essere appreso, per migliorare finalmente la nostra vita.  


    „Vittorino Andreoli, La gioia di vivere, pp. 288, Rizzoli editori 2016“

  • La nuova disciplina del bendessere

    La nuova disciplina del bendessere

    Vivere il meglio possibile

    Per imparare a vivere bene, a smussare i conflitti, a essere sereni.

    Il benessere è una condizione esistenziale che tutti possiamo raggiungere, persino (e sembra un paradosso) in presenza di malattie. A differenza della medicina e dei farmaci, infatti, non è qualcosa a cui ricorriamo per eliminare un danno, far cessare un disturbo, ma è una percezione del nostro essere che come tale va continuamente alimentata. Per farlo, sostiene Vittorino Andreoli, bisogna considerare «l'uomo nella sua possibilità di vivere meglio, con una scienza che fornisca gli strumenti per raggiungere tale obiettivo». In questo libro l'autore pone le basi di questa nuova scienza definita da un neologismo, «bendessere», per indicare la disciplina il cui campo d'azione interessa l'uomo nella sua totalità e può essere suddiviso distinguendo il benessere del corpo, quello della mente e quello sociale. Grazie alla visione qui offerta, ognuno di noi può non soltanto monitorare i segni del benessere nella propria vita, ma mettere in atto tutto quanto va nella direzione di promuoverlo, ad ogni età secondo i suoi bisogni. In un percorso ricco di fascino e suggestioni, che coinvolge diversi aspetti - dalle relazioni alla bellezza - Andreoli ci guida alla ricerca di un'esistenza serena e gratificante, nella prospettiva di «un umanesimo che, consapevole della nostra fragilità, si chiede quali siano le condizioni perché tutte le persone vivano meglio» e sappia guardare «al senso dell'esistenza, all'essenziale, che non corrisponde né al successo e né al denaro».


    „Vittorino Andreoli, La nuova disciplina del bendessere. Vivere il meglio possibile, pp. 288, Marsilio editori 2016“

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