Le ultime di e su Andreoli

  • Fragile

    Fragile

    Fonte: readandthecity

    3 giugno 2015  |  Maria Rosa Ventura

    Nel 1870 Cesare Lombroso, medico, antropologo e criminologo sostenne le teoria della fisiognomia criminale che si basava sul concetto del criminale per nascita, secondo cui l’origine del comportamento criminale era insita nelle caratteristiche anatomiche dell’uomo, in un’anomalia fisica del cranio; esattamente

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  • "A tu per tu" le grandi interviste del TG5

    febbraio 2020
    "A tu per tu" le grani interviste del TG5

    Speciale Vittorino Andreoli intervistato da Cesara Buonamici.

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  • Lo psichiatra Vittorino Andreoli: “Livello di civiltà disastroso, regrediti alla cultura del nemico”

    Lo psichiatra Vittorino Andreoli: “Livello di civiltà disastroso, regrediti alla cultura del nemico”

    Fonte: agensir.it

    14 luglio 2016 | Patrizia Caiffa

    Nonostante il refrain contro i migranti sia sempre lo stesso: "Premesso che non sono razzista...", nelle società occidentali il razzismo sta uscendo allo scoperto e rischia di essere legittimato come una opinione. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli siamo in "una cornice di civiltà disastrosa", l'Italia e l'Occidente stanno "regredendo alle pulsioni istintive", al dominio della "cultura del nemico": "La superficialità porta l'identità a fondarsi sul nemico. Se uno non ha un nemico non riesce a caratterizzare se stesso".

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  • La paura si può superare con un nuovo umanesimo

    La paura si può superare con un nuovo umanesimo

    Fonte: laguida.it

    29 aprile 2020 | Massimiliano Cavallo

    La condizione umana è caratterizzata dal bisogno di aggregazione per vincere il senso della paura e dell’insicurezza

    Siamo nella società della paura. Lo dice Vittorino Andreoli uno degli psichiatri italiani più conosciuti e stimati d’Italia. Una paura che viviamo sulla pelle in questo periodo. “L’insicurezza è trasversale.

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  • Andreoli racconta la terza età non più come l'era degli acciacchi...

    Andreoli racconta la terza età non più come l'era degli acciacchi...

    Fonte: dagospia

    31 gennaio 2020 | Bruna Magi

    OTTANTA VOGLIA DI DIVENTARE VECCHIO - NEL SUO ULTIMO LIBRO LO PSICHIATRA 80ENNE VITTORINO ANDREOLI RACCONTA LA TERZA ETÀ NON PIÙ COME L'EPOCA DEGLI ACCIACCHI, MA COME UNA STAGIONE PIENA DI GIOIE E PIACERI ANCHE SESSUALI – "TROVO RIDICOLA UNA SOCIETÀ CHE VUOLE DEFINIRE 'VECCHIA' UNA PERSONA DI 65 ANNI E DECIDE DI CACCIARLA IN PENSIONE COME FOSSE INABILE AL LAVORO”

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  • Troppe Emozioni e pochi Sentimenti?

    Troppe Emozioni e pochi Sentimenti?

    Fonte: fisicaquantistica.it

    20 settembre 2019 | Irene Marchi

    C’è un atteggiamento che sempre di più (nella nostra società, almeno) accomuna uomini e donne, giovanissimi e adulti. Si tratta della disinvolta tendenza all’usa e getta, non solo riferita agli oggetti ma anche alle emozioni e alle relazioni interpersonali (e quindi ai sentimenti).

    Ce lo fanno notare lo psichiatra Vittorino Andreoli, quando parla dell’ “uomo di superficie”, e il sociologo e filosofo (recentemente scomparso) Zygmunt Bauman, quando parla dell’ “amore liquido”, e dell’uomo senza legami (“Der Mann ohne Verwandtschaften” che viene presentato proprio nella prefazione del libro “Amore liquido”, del 2003).

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  • L’IDEA DI VECCHIAIA DI VITTORINO ANDREOLI

    L’IDEA DI VECCHIAIA DI VITTORINO ANDREOLI

    Fonte: leccecronaca.it

    10 aprile 2010 | Raffaele Polo

    È un testo destinato, chiaramente, ai meno giovani; a coloro, per intenderci, che prendono coscienza, giorno dopo giorno, di essere nella parte finale della propria esistenza. Che può durare anche venti, trenta anni. Ma costringe a ‘fare i conti’ con una nuova, impellente realtà: la vecchiaia.

    Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, dopo i suoi popolari ‘Le nostre paure’, ‘Il denaro in testa’ , ‘Homo stupidus stupidus’ e ‘L’uomo col cervello in tasca’, tutti titoli di scritti dedicati alla quotidiana, difficile esistenza contemporanea della maggioranza delle persone ‘civili’, pubblica ‘Una certa età’, con sottotitolo esplicativo di ‘Per una nuova idea della vecchiaia’, edito da Solferino (euro 17).

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  • Perché schizofrenia e disturbi cognitivi sono parenti

    Perché schizofrenia e disturbi cognitivi sono parenti

    Fonte: ilbolive.unipd.it

    9 agosto 2013 | Monica Panetto

    È stato individuato un nuovo gene coinvolto in patologie come schizofrenia e disturbi cognitivi: il TOP3B. A parlarne uno studio recentemente pubblicato su Nature Neuroscience, che consente di dare risposta a questioni ancora insolute sullo sviluppo delle due malattie e suggerisce una visione integrata dei fattori alla base della malattia mentale (genetica, ambiente ed esperienza).

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  • Michele Pierri e Giuseppe Moscati, il poeta e il santo

    Michele Pierri e Giuseppe Moscati, il poeta e il santo

    Fonte: tarantobuonasera.it

    01 aprile 2020 | Alberto Altamura

    Ricostruito il rapporto tra i due medici

    In questo periodo di clausura forzata si cerca di oc­cupare bene il proprio tempo e di fare qualche ricerca utile a noi e ai lettori del giornale. Era da un po’ di tempo che mi arrovellavo su un problema. Premetto che il mio campo di indagine elettivo è quello storico-letterario ed è in questo ambito che mi piace scor­razzare, se così posso esprimer­mi, alla ricerca di qualche ‘chic­ca’.

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  • Narrativa,

    Narrativa, "Il silenzio delle pietre" di Vittorino Andreoli

    Fonte: magazine.irno.it

    23 gennaio 2018 | Rosanna Auriemma 

    Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, ha inaugurato il 2018 con un romanzo dalla forte carica empatica e dai contenuti quanto mai attuali, "Il silenzio delle pietre", edito da Rizzoli.

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  • Quali sono le doti che fanno di te un buon insegnante?

    Fonte: tecnicadellascuola.it

    18 aprile 2017 | Fabrizio De Angelis

    In un periodo in cui i docenti sono messi spesso sotto accusa e poco considerati a livello sociale, riportiamo Lettera a un insegnante, di Vittorino Andreoli.

    Il brano, tratto da uno dei diversi saggi epistolari che l’autore ha pubblicato negli ultimi anni, si rivolge al docente, che occupa un ruolo centrale nella vita delle comunità, anche se troppo scarsamente riconosciuto e valorizzato. Invece è proprio sulla “sacralità” di questo ruolo che Vittorino Andreoli insiste, esortando a rivalutare un mestiere fondamentale per ogni società che voglia definirsi civilmente avanzata e che sappia portare i giovani entro un mondo vasto e comune.

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