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Vittorino Andreoli

È l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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7 pillole di riflessione in poco più di 10 minuti

 



Una piroga in cielo, di Vittorino Andreoli

Fonte: La Bottega delle Storie

1 luglio 2019 

blog di Maria Rosaria Baldin

Il libro di Vittorino Andreoli Una piroga in cielo, è uscito nel 2006, ben 12 anni fa. Ve ne propongo due brevi brani, avvertendovi che si tratta di un libro molto crudo e diretto, a tratti sgradevole nella brutalità delle descrizioni, ma che dovrebbe essere letto o riletto per capire il presente.


Vittorino AndreoliSono passati 12 anni invano, se le violenze ai migranti narrate nel libro sono aumentate, anziché essere sparite. Questo più sotto è l'incipit.

Erano arrivati a gran velocità, pavoni delle tenebre. Dentro un giubbotto nero di pelle, pantaloni infilati in stivali lucidati a festa. Uno era identico all'altro. Come le loro moto. Avevano voglia di divertirsi.

Non si andava più a ragazze. Chi cavalca una moto possente non si svilisce con un ventre di donna. E poi non c'era più nulla da conquistare, non roba da emozioni forti, da eroi del nulla.

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L'uomo col cervello in tasca

Milano - 1 luglio 2019

 

Come la rivoluzione digitale sta cambiando i nostri comportamenti.

Massimo Sideri incontra Vittorino Andreoli.

Letture di Leonardo De Colle

 



L'uomo col cervello in tasca

Luomo col cervello in tascaCome la rivoluzione digitale sta cambando i nostri comportamenti.

L’evoluzione tecnologica sta portando un grande progresso in molti campi della vita dell’uomo ma anche un impatto pericoloso sul suo comportamento.

Gli smartphone su cui passiamo la maggior parte del nostro tempo sono oggi vere e proprie protesi di corpo e mente e stanno conducendo a una divisione tra due cervelli: il nostro e quello che «portiamo in tasca».

Una relazione pericolosa, secondo Vittorino Andreoli, che in queste pagine ricostruisce origini e funzioni dell’organo naturale mettendolo a confronto con quello artificiale, che ne è figlio, per comprendere i rischi psicologici e sociali che la rivoluzione digitale, dal computer ai tablet, dall’invenzione del web all’avanzata della robotica, ha innescato per giovani e adulti, in famiglia, nei legami e sul lavoro.

La nostra identità rischia uno sdoppiamento? L’intelligenza artificiale da appendice diventerà parte integrante del nostro corpo prendendo alla fine il sopravvento? Sono solo alcune delle domande cui questo saggio cerca di dare una risposta con un’analisi affascinante sulle nostre origini e il futuro prossimo che ci aspetta.

„Vittorino Andreoli, L'uomo col cervello in tasca. Come la rivoluzione digitale sta cambiando i nostri comportamenti, pp. 336, Solferino 2019“

Freud. Sette lezioni sulla psicoanalisi

Freud

Il grande psichiatra racconta, a Ottanta anni dalla scomparsa, Sigmund Freud e il suo affascinante viaggio attraverso l'idea rivoluzionaria che ha cambiato il corso del Novecento.

"Freud è entrato nella nostra cultura portando un'enorme ventata di ispirazione nella psicologia: per esempio, scardinando il concetto che legava ogni azione alla volontà. Ma anche una grande teoria può avere il suo declino, tanto che molti degli assunti di Freud sarebbero oggi da mettere in un museo.

Lo psichiatra che più di tutti ha esplorato e descritto le contraddizioni del mondo moderno, abituandoci a mille provocazioni, affronta una nuova sfida: un «viaggio immaginario nella testa di Freud». Le vicende del padre della psicoanalisi vengono narrate in sette tappe: dai fondamenti della sua teoria - psiche, sessualità, inconscio, rimozione, complesso di Edipo, libere associazioni -, alla tecnica psicoanalitica, dai sogni ai casi specifici, dal transfert alle critiche, fino a individuare quel che resta oggi della sua eredità e cosa invece si può serenamente abbandonare. Un'importante rilettura di una figura cardine del secolo scorso, per chiarire le origini di convinzioni che ancora agiscono profondamente sulla cultura generale e sul nostro modo di pensare.

„Vittorino Andreoli, Freud. Sette lezioni sulla psicanalisi, pp. 126, Marsilio Nodi 2019“

Un estratto del libro

Benedetta follia

Benedetta folia

Dai padri del deserto ai mistici di oggi.

«Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti». È Paolo di Tarso, nella celeberrima Prima Lettera ai Corinzi, a fare la diagnosi sui "folli di Dio" e, quindi, sulla "follia di Dio". Appare conseguente, infatti, che, se Dio chiede di essere seguito dai folli, è Egli stesso un folle. Subito, però, va definito il significato del termine. Fin dagli albori, la Chiesa li ha chiamati "folli in Cristo". Strani personaggi che si mostravano bizzarri, autolesionisti, pazzi, per ricondurre gli uomini alla "follia della Croce", per essere eco della parola di Dio non con un linguaggio sapiente, ma con l'efficacia dell'esempio, con lo smascheramento dei difetti umani, con l'ironia verso atteggiamenti, pensieri e azioni che si pretendevano sensati o devoti, ma che in realtà lasciavano grande spazio alla doppiezza. Dagli eremiti del deserto dei primi secoli cristiani, passando per gli asceti del Medioevo tormentati dall'ossessione per il peccato e il demonio, fino ai mistici delle epoche recenti, lo psichiatra Vittorino Andreoli si addentra nell'analisi di questa "strana follia" attraverso un excursus storico-letterario di grande fascino, fondato sulle fonti più accreditate. La domanda provocatoria che attraversa tutto il libro è: ma allora si può parlare di un Dio insensato? Chissà? ...si interroga l'autore, forse quest'antica sana follia è una demenza lucida di cui questi nostri tempi barbari hanno assoluto bisogno. Perché occorre perdersi per ritrovarsi. E la follia cristiana ci dà una lezione di rigore e leggerezza, ci insegna a capire che dietro un gesto bizzarro può nascondersi un tesoro di straordinaria saggezza.

„Vittorino Andreoli, Benedetta follia. Dai padri del deserto ai mistici di oggi, pp. 335, Piemme 2019“

 

Vittorino Andreoli riscrive Pinocchio di Carlo Collodi

Pinocchio

Quante cose può ancora dire e insegnare Pinocchio ai bambini e genitori di oggi? È da questa domanda – e da questa consapevolezza – che è partito Vittorino Andreoli nella sua rilettura del capolavoro di Collodi. La storia del burattino di legno che vorrebbe essere un bambino ha appassionato molteplici generazioni, ed è ancora attuale, oggi più che mai. Nella sua riscrittura Andreoli, con le conoscenze dello psichiatra e la passione del narratore – e con rispetto profondo del testo originale –, lo dimostra raccontandola da capo, svelandone le metafore e adattandola al nostro mondo, per mantenerla ancora più viva. Pagina dopo pagina Pinocchio, Mastro Geppetto, il Grillo parlante, la Fata turchina, il Gatto e la Volpe e gli altri personaggi che conosciamo da sempre acquistano una nuova freschezza, diventando nostri compagni di viaggio e restituendo il capolavoro di Collodi ai lettori del tempo presente – figli, genitori, nonni, insegnanti – e alle sfide educative che tutti noi ci troviamo ad affrontare

„Vittorino Andreoli, riscrive Pinocchio di Carlo Collodi, pp. 220, Bur 2019“

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