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Vittorino Andreoli

È l'archivio della mia storia: delle pubblicazioni scientifiche ma anche di quelle divulgative.

E per questo trovate molte conferenze, che nel corso della mia lunga esistenza ho tenuto, alcune sono solo audio, altre video.

Penso che sia una maniera più diretta per conoscere le mie idee e la mia passione.


Vittorino Andreoli

Chi sono

Sono nato a Verona il 19 aprile 1940. Come mi piace dire, appena in tempo per vivere al completo la Seconda guerra mondiale (l’Italia entra in guerra il 10 giugno 1940).
Credo che il mio primo ricordo si leghi proprio alla guerra: sono in braccio a mia madre, mentre lei corre in strada per raggiungere il vicino rifugio antiaereo.
La mia famiglia abitava a Verona in via S. Chiara al n. 5, e si doveva raggiungere quel luogo “sicuro” situato nella piazza antistante all’ingresso del Teatro Romano.
Ricordo ancora che in quel luogo sotterraneo, pieno di gente, veniva tolta la luce quando il rombo degli aerei pareva essere proprio sopra di noi.

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7 pillole di riflessione in poco più di 10 minuti

 



Vittorino Andreoli: “Non è bullismo, è violenza. Castrazione chimica? Un’imbecillità. Qui si castra la democrazia”

Fonte: Huffpost

4 maggio 2019 

By Luciana Matarese

 

Vittorino Andreoli - Huffpost

Il neuropsichiatra ad HuffPost: "Credevo ci fossero i medici per curare la malattia del Paese, ora non intravedo possibilità di cura. Ho fiducia nei giovani ma siamo in pericolo

Professore Andreoli, l’impressione che arriva dalla cronaca è che in Italia sia ormai diffuso un bullismo trasversale, tutti bullizzano tutti. Stiamo diventando un Paese di bulli?

Non mi piacciono i termini “bulli” e “bullismo”, che dilagano pur non avendo fondamento né antropologico né scientifico. Qui non si tratta di bullismo, termine inventato dai giornalisti per riferirsi prevalentemente a comportamenti che riguardano i giovani.

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'per note solo'

per note solo(Liberamente ispirato al libro "I segreti della mente” di Vittorino Andreoli)
I virgolettati sono di Vittorino Andreoli, psichiatra di fama internazionale, studioso del cervello e del comportamento umano.

Fonte: Interwine

di Stefano Bollani 

 

 

 

 


- do

come do-lore …

un ostacolo
un disturbo della mente
dentro il tempo che scorre
fuori della realtà
che definisce un disagio
la fatica di vivere
di dare e di ricevere
senso

“la dimensione individuale acquista il suo significato umano
quando contiene la risposta a un bisogno dell’altro”

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Andiamo a giocare con il pazzo

TG5 ore 20 - 27 aprile 2019

Andiamo a giocare con il pazzo.

Cosa c'è nella mente di questi 14 ragazzi: il vuoto, non c'è nulla.
Cosa c'è da fare per dei ragazzi che hanno la testa vuota, c'è un'unica parola: educazione.
E questo è il problema che riguarda le famiglie, che riguarda la società. Questa è l'emergenza di questo momento storico.



Benedetta follia

Benedetta folia

Dai padri del deserto ai mistici di oggi.

«Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti». È Paolo di Tarso, nella celeberrima Prima Lettera ai Corinzi, a fare la diagnosi sui "folli di Dio" e, quindi, sulla "follia di Dio". Appare conseguente, infatti, che, se Dio chiede di essere seguito dai folli, è Egli stesso un folle. Subito, però, va definito il significato del termine. Fin dagli albori, la Chiesa li ha chiamati "folli in Cristo". Strani personaggi che si mostravano bizzarri, autolesionisti, pazzi, per ricondurre gli uomini alla "follia della Croce", per essere eco della parola di Dio non con un linguaggio sapiente, ma con l'efficacia dell'esempio, con lo smascheramento dei difetti umani, con l'ironia verso atteggiamenti, pensieri e azioni che si pretendevano sensati o devoti, ma che in realtà lasciavano grande spazio alla doppiezza. Dagli eremiti del deserto dei primi secoli cristiani, passando per gli asceti del Medioevo tormentati dall'ossessione per il peccato e il demonio, fino ai mistici delle epoche recenti, lo psichiatra Vittorino Andreoli si addentra nell'analisi di questa "strana follia" attraverso un excursus storico-letterario di grande fascino, fondato sulle fonti più accreditate. La domanda provocatoria che attraversa tutto il libro è: ma allora si può parlare di un Dio insensato? Chissà? ...si interroga l'autore, forse quest'antica sana follia è una demenza lucida di cui questi nostri tempi barbari hanno assoluto bisogno. Perché occorre perdersi per ritrovarsi. E la follia cristiana ci dà una lezione di rigore e leggerezza, ci insegna a capire che dietro un gesto bizzarro può nascondersi un tesoro di straordinaria saggezza.

„Vittorino Andreoli, Benedetta follia. Dai padri del deserto ai mistici di oggi, pp. 335, Piemme 2019“

 

Come in un libro, anche nella vita l'ultimo capitolo è il più interessante

fonte: Giornale di Brescia - 14 Aprile 2019

Anna Della Moretta

Giornale di Brescia - 14 apr 2019«Sì, sono vecchio. Ma non mi ribello, non piango, non urlo, non dedico tempo alle lamentazioni».Vittorino Andreoli non ammette fraintendimenti e per questo invita caldamente a mettere al bando termini quali «terza età», o «invecchiamento attivo», spesso usati per mascherare una «bellissima età della vita».
«Considero invecchiare un capitolo del ciclo della vita e della storia di ciascuno, oltre che un grandissimo privilegio l’arrivarci. Per questo, pur non essendo ingenuo e non ignorando che alla vecchiaia si associano spesso condizioni di salute non ottimali, vorrei parlare dell’interesse e della bellezza che essa porta con sé. Certo, è giusto che medici e specialisti discutano della vecchiaia, ma essa non è il tempo della malattia. In tutte le età ci si può ammalare, quindi identificare la vecchiaia con la malattia, senza capire, o voler capire, che è moltissimo altro, ci porta a compiere gravi errori nel nostro rapporto con i vecchi».

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Vittorino Andreoli riscrive Pinocchio di Carlo Collodi

Pinocchio

Quante cose può ancora dire e insegnare Pinocchio ai bambini e genitori di oggi? È da questa domanda – e da questa consapevolezza – che è partito Vittorino Andreoli nella sua rilettura del capolavoro di Collodi. La storia del burattino di legno che vorrebbe essere un bambino ha appassionato molteplici generazioni, ed è ancora attuale, oggi più che mai. Nella sua riscrittura Andreoli, con le conoscenze dello psichiatra e la passione del narratore – e con rispetto profondo del testo originale –, lo dimostra raccontandola da capo, svelandone le metafore e adattandola al nostro mondo, per mantenerla ancora più viva. Pagina dopo pagina Pinocchio, Mastro Geppetto, il Grillo parlante, la Fata turchina, il Gatto e la Volpe e gli altri personaggi che conosciamo da sempre acquistano una nuova freschezza, diventando nostri compagni di viaggio e restituendo il capolavoro di Collodi ai lettori del tempo presente – figli, genitori, nonni, insegnanti – e alle sfide educative che tutti noi ci troviamo ad affrontare

„Vittorino Andreoli, riscrive Pinocchio di Carlo Collodi, pp. 220, Bur 2019“

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